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Andrea Diana fa visita alla 4 Torri: “Un ricordo bellissimo”

Andrea Diana fa visita alla 4 Torri: “Un ricordo bellissimo”

Nel pomeriggio di mercoledì 20 febbraio lo staff tecnico e i ragazzi della Despar 4 Torri Ferrara hanno ricevuto la graditissima visita di un amico di lunga data, coach Andrea Diana, oggi primo assistente di Jasmin Repesa sulla panchina dei Trapani Shark, attualmente quinti in classifica in Lega A.

Durante la sosta del campionato dopo la Frecciarossa Final Eight 2025 di Coppa Italia, dove i siciliani si sono arresi ai quarti contro Trieste, l’allenatore, di Livorno, è tornato al Pala Aeffe e ha ricordato i due anni importantissimi trascorsi alla 4 Torri, tra il 2009 e il 2010, tra prima squadra e giovanili.

I primi passi da allenatore mossi nella nativa Livorno, e poi l’arrivo a Ferrara nel 2009, sotto la guida tecnica di Mario De Sisti.

“Ho sempre bellissimi ricordi dei due anni passati qui alla 4 Torri, i primi lontano da casa per me: avevo l’emozione della prima volta. Ho trovato un ambiente molto motivato. Mi ricordo Mario De Sisti come responsabile tecnico, e poi Andrea Fels, Marco Castaldi, e Luigi Moretti, il presidente che mi ha portato qui. Ho sempre avuto dei bellissimi ricordi anche di tutti i ragazzi che ho allenato in quei due anni, e con cui sono ancora in contatto: è sicuramente questa la parte più bella”.

Dopo la 4 Torri, le gioie a Brescia, poi la Virtus Bologna con Scariolo e l’approdo a Trapani.

“Da Ferrara ho iniziato la carriera senior tra i professionisti: è una bella escalation. Adesso sono contento di essere a Trapani, e di essere tornato a fare la Serie A. La vittoria del campionato di A2 l’anno scorso”, per 3-1 in finale playoff contro la Fortitudo Bologna, “è stata una bellissima emozione, e posso dirmi felice e contento”.

Quale consiglio daresti ai giovani giocatori della 4 Torri?

“Prima di tutto di divertirsi il più possibile, e di creare amicizie che si portano dietro negli anni. Poi, di credere nei loro allenatori e nei compagni di squadra: se c’è il gruppo, arrivano anche le vittorie e i successi. L’importante è trovare un ambiente sano e pulito, e imparare da tutti come vivere una squadra: sia per chi continuerà a giocare, sia per la carriera lavorativa. La pallacanestro ci insegna tanto, anche dal punto di vista della vita personale”.

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